Le Banshee 

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La Belle Dame Sans Merci – Henry Meynell Rheam, 1897 – 1901 

Spiriti dalle sembianze femminili, le Banshee hanno origine nelle leggende di Scozia e Irlanda, di cui si dice abitino le campagne. Il loro nome deriva dal gaelico bean sídhe o ban sith, ovvero donna delle colline o delle fate. Nel folklore scozzese è associata a figure come il cat-sìth, uno spettrale gatto nero con una macchia bianca sul petto, e il cù-sìth, un enorme mastino verde. Spiegate dalla Chiesa cattolica come angeli caduti e generalmente associate alla famiglia delle fate, in realtà le banshee non possono essere ridotte a una singola categoria. Sono infatti anime che personificano sentimenti intensi di odio o interesse verso una determinata famiglia. Su queste casate influiscono come sirene premonitrici di morte: attirate da forze ignote verso abitazioni in cui una persona d’interesse sta morendo, la banshee emette grida disumane, che causano terrore e angoscia alla nemica famiglia del morente.

“La banshee annuncia il suo avvento in vari modi; a volte gemendo, a volte piangendo e a volte emettendo le urla più agghiaccianti, che posso solo paragonare alle urla che una donna potrebbe emettere se venisse condannata a una morte molto spietata e violenta”. 

Elliott O’ Donnell The Banshee (1920) 

 In altre versioni, le urla si trasformano in un dolce e melodico canto che accompagna il morente e la sua famiglia con una melodia che reca conforto. 

Cat-sìth by John D. Batten – More English Fairy Tales, Jacobs, J., New York 

“La Banshee è davvero un’anima disincarnata, quella di chi, in vita, era fortemente attaccato alla famiglia, o che aveva buone ragioni per odiarne tutti i membri… La Banshee è tra gli spiriti quello che guarda con occhi interessati le vicende terrene; profondamente attaccato alle antiche famiglie, o, al contrario, riguardo a tutti i loro membri con un odio superiore a quello conosciuto dai mortali, indugia attorno alle loro dimore per addolcire o aggravare il dolore della morte imminente.” 

– D. R. McAnally, Irish Wonders, 1888 

  Origini della Banshee 

I primi racconti sulle banshee risalgono all’VIII secolo, quando alcune donne in restrizioni economiche svolgevano il ruolo di “lamentatrici” (keeners in inglese) ai funerali. Alcune di queste accettavano alcolici come pagamento e per questo erano etichettate come peccatrici e condannate, secondo le credenze comuni, a diventare Banshee: incapaci di causare la morte, ma solo di preannunciarla con lamenti agghiaccianti. In altre versioni, tuttavia, i loro occhi iniettati di sangue avrebbero causato la morte istantanea di chiunque li avesse incrociati. Inoltre, dovevano evitare di essere viste dai viventi, o sarebbero svanite improvvisamente con la rapidità e il suono di “un uccello che sbatte le ali”.  In Scozia venivano chiamate anche con il diminutivo nigheag bheag a bhroin, ovvero “piccola lavandaia dei dispiaceri”, perché si pensava lavasse gli abiti che i morenti avrebbero indossato post mortem. Questo appellativo trova riscontro anche nel folklore di altre nazioni che hanno conosciuto il dominio celtico, ad esempio la Francia, dove si parla di Les Lavandières, tre minute lavandaie notturne e anziane dai piedi palmati che si aggirano in Bretagna. Queste figure appaiono, molto simili, anche nelle Asturie (Les Llavanderes) e in Portogallo (Bruxas Lavadeiras). 

L’aspetto delle Banshee  

 Le numerose descrizioni fisiche delle Banshee raccolte nei secoli e arrivate fino a noi ci rimandano l’immagine di una creatura mutevole e sfuggente, il cui aspetto varia in base alla persona a cui vuole far visita.  Nelle memorie di Lady Anne Fanshawe, vissuta tra il 1625 e il 1676, troviamo un episodio relativo all’avvistamento di una Banshee mentre si trovava in Irlanda, Paese natale del marito. Durante la notte, Lady Fanshawe scrisse di essere stata svegliata da una donna alla finestra ‘con pelle pallida dall’incarnato orribile e con scarmigliati capelli rossi’ che avrebbe emesso un grido terribile per poi svanire nel nulla. La mattina seguente, la proprietaria della casa in cui alloggiavano spiegò di essersi assentata per assistere alle ultime ore di vita di un suo cugino, i cui antenati furono proprietari della sua dimora, e che sperava non fossero stati disturbati dallo spirito della giovane che fu uccisa in quel luogo molti anni prima… 

In altri racconti le banshee appaiono come donne anziane con capelli argentei, o ancora come figure femminili senza testa e nude dalla vita in su, che portano con sé una ciotola colma di sangue. Inoltre, alcuni clan descrivono le Banshee della loro famiglia come donne bellissime e benevole. Ad esempio, gli scozzesi McLeod ebbero una Banshee di nome Aibhill/Aibhinn (in gaelico ‘la bella/piacevole’), che avrebbe vissuto in una caverna di nome Crage-liath nelle vicinanze di Tralee. 

Aibihill 

L’autore Thomas W. Westropp suggerisce che Aibihill fosse la dea della casata dei Cass e che per questo fosse venerata in epoca precristiana in una collina sacra dove lei e sua sorella Aine vivevano, incoronate d’olmaria. In seguito, San Patrizio l’avrebbe nominata Regina delle Fate, regnante dell’Altro Mondo celtico di Tholmond, nonché guardiana del clan irlandese Boru.  Westropp racconta che nel 1014, il figlio del re Brian Boru consultò Aibihill prima della battaglia di Clontarf, e lei rispose apparendo in sogno al re e comunicandogli che non sarebbe sopravvissuto. Conscio dell’infallibilità di una banshee, Brian si allontanò dalle sue guardie e rifiutò di trovare rifugio dai Vichinghi nemici, andando incontro alla morte.  

‘Land of the Ever Young’ di Arthur Rackham in Irish Fairy Tales (1920) 

In anni più recenti (l’ultimo avvistamento risale al 1943) avrebbe vissuto vicino ad un lago ad Inchiquin, in Irlanda, insieme ad altre venticinque banshee che la considerano la loro regina e sfregano vigorosamente degli abiti prima di ogni disgrazia. 

La buona notizia è che essere presi di mira da una Banshee non è semplice. I requisiti sono essere scozzese o irlandese, ma anche questo non è sufficiente. Ad attrarla sono infatti antiche casate che non abbiano avuto influenze esterne dal punto di vista genealogico e i cui antenati abbiano commesso gravi torti nei confronti di giovani donne, ad esempio causandone la morte. La loro sete di vendetta trascenderà tempo e generazioni. Anche se temete di essere perseguitati da una Banshee, non disperate: secondo il folklore irlandese è infatti possibile allontanarle mostrando loro gentilezza (lasciando ad esempio fuori dalla porta un dono o un piccolo tributo simbolico) ed in generale offrendo empatia e compassione per la loro storia di sofferenza.