Guida alla comprensione del Púca: il mutaforma d’Irlanda

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“Black Phooka” – Illustrazione di Tony DiTerlizzi dalla saga “Spicerwick Chronicles”

L’affascinante creatura che incontreremo oggi è il Púca: un vivace mutaforma di origine celtica. Il Púca è dotato di diversi talenti sovrannaturali, tra i quali spicca la metamorfosi. Essa gli permette di diventare a suo piacimento un essere umano, un animale domestico, una capra, un asino, un ibrido (metà umano e metà animale) o un cavallo. Quest’ultima sarebbe la sua trasformazione preferita, in quanto si diverte a fingersi un cavallo al pascolo in attesa di viandanti che, esausti, tenteranno di salirgli in groppa cadendo nel suo tranello e divenendo vittime di dispetti e trucchi magici. Il Púca, di cui non conosciamo il vero aspetto, ha infatti una natura impertinente e dispettosa, che si accentua durante la notte (in modo simile ai fantasmi, infatti púca in gaelico significa appunto ‘fantasma’). 

Come riconoscere un Púca:

Nonostante le sue straordinarie capacità di trasformista, il Púca non può alterare il proprio colore scuro, che quindi rimarrà tale anche nelle sue versioni animali, umane o ibride. Se ad esempio diventasse un cavallo non avrebbe alternative a un manto nero, e così via. Allo stesso modo, i suoi occhi saranno sempre dorati, brillanti e fieri.  

Dove trovare un Púca: 

Il Púca è associato specialmente alla stagione del raccolto, in quanto ama vivere nelle campagne, vicino ai campi e in fondo ai laghi.
Da questo punto di vista ha una storia simile a quella delle fate, che nel tempo si sono diffuse tra la natura o nell’acqua (e.g., ondine, ninfe), e infatti i púca vengono spesso considerati nella categoria fairy, ma in realtà sono a sé stanti.
In generale frequentano zone isolate e rurali, non li troverete dunque nelle grandi città, ma in campagna, in periferia o in montagna.
È importante ricordare che sono spiriti della natura, amano fare il bagno nei laghi e nei fiumi e correre liberi tra boschi e foreste, rinnegando la frenesia e il grigiore delle città.

Come tenere a bada un Púca:

Ad Halloween, lasciate del cibo fuori dalla porta perché fate e púca possano cibarsi. Amano vendicarsi di chi non porga loro questo omaggio, nello specifico se si tratta di contadini, a cui decimeranno il raccolto!
Questa tradizione è ancora tenuta in vita in alcune parti d’Irlanda, e uno dei piatti tradizionalmente offerti è il Champ, ovvero un purè con aggiunta di cipollotti e spezie. Secondo una leggenda, il Re Supremo d’Irlanda Brian Boru (regnò dal 1002 fino alla sua morte nel 1014) sarebbe stato l’unico uomo in grado di imbrogliare un Púca. Poiché un Púca tormentava i suoi villaggi, creò delle redini contenenti del crine appartenente alla coda del Púca in questione, utilizzandole poi per cavalcarlo. La presenza del crine contrastava la magia del Púca, che sconfitto si inchinò al Re, promettendogli che finché fosse stato in vita non avrebbe più disturbato nessun uomo irlandese che non fosse malvagio.

Foto di Karen McHugh – “The Púca” statua creata dall’artista Adrien Harte

Il Púca porta fortuna:

In generale, essendo i púca creature del caos, sono piuttosto imprevedibili, e per questo non ci sono veri e propri metodi per entrare nelle loro grazie.
Tuttavia, sappiamo che sono amanti delle conversazioni intelligenti e filosofiche, che possono intrattenerli anche per ore. Se saprete essere stimolanti e interessanti, potrete diventare bersaglio della loro benevolenza e non dei loro scherni. 

In generale, nonostante la sua indole dispettosa, il Púca gode della simpatia degli abitanti della sua terra natìa, che gli hanno anche dedicato un festival annuale nelle località di Trim e Athboy, contea di Meath. La sua arguzia e le sue capacità lo rendono affascinante, tanto da ispirare innumerevoli racconti e menti, tra cui quella di William Shakespeare che gli ha dedicato l’immortale personaggio “Puck” in “Sogno di una notte di mezz’estate”.  
Se vi trovate in mezzo alla natura state dunque sempre in allerta quando scorgete la presenza di scure creature dagli occhi dorati, potrebbero facilmente ingannarvi.
Nel caso invece vi consideriate sapienti e foste alla ricerca di un po’ di fortuna, o semplicemente di una stimolante conversazione, affilate le vostre capacità retoriche e iniziate a conversare con ogni scuro essere dai grandi occhi dorati, potreste venire ben ricompensati, o mal che vada farvi un nuovo amico.

I am that merry wanderer of the night.
 […]  
The wisest aunt, telling the saddest tale,
Sometime for three-foot stool mistaketh me;
Then slip I from her bum, down topples she,
And ‘tailor’ cries, and falls into a cough;
And then the whole quire hold their hips and laugh,
And waxen in their mirth and neeze and swear
A merrier hour was never wasted there.”

      Puck in “Sogno di una notte di mezza estate”
 di William Shakespeare