Stingy Jack: l’uomo con il diavolo in tasca

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Terra incantata e incantevole, madre di innumerevoli miti e leggende, l’Irlanda è il luogo dove i Celti iniziarono a narrare del protagonista del nostro racconto: Stingy Jack

Stingy Jack visse secoli fa, in un piccolo villaggio irlandese dove lavorava come fabbro. Stingy Jack passava il suo tempo a costruire con cura una reputazione da uomo crudele e meschino (Stingy è un aggettivo che significa avaro, gretto).
Quando era sobrio escogitava astuti stratagemmi per ingannare il prossimo, e quando non lo era (cioè spesso), riversava ira e insulti su chiunque capitasse nelle sue vicinanze. Racconti sulla malvagità di Jack si diffusero e moltiplicarono a tal punto che raggiunsero i meandri dell’inferno, e le orecchie dell’unica creatura la cui malvagità potesse competere con quella di Jack: Lucifero, Re degli Inferi e degli Inganni.
Stregato da quest’uomo malestruo e deciso ad impossessarsi della sua anima, il Diavolo si recò in Irlanda. Durante una mite serata autunnale, Stingy Jack bevette per ore al pub locale, e mentre barcollante tornava a casa, gli si parò davanti quello che da lontano era parso un uomo qualunque, ma che da vicino rivelò l’inconfondibile ghigno del Male, occhi brillanti di un rosso profondo che fissavano Jack dall’alto, e spalle larghe che parevano estendersi oltre il buonsenso, come l’ombra di due possenti ali. 

Satan finding snake’, illustrazione di Gustave Doré per Paradise Lost di John Milton

Jack sapeva che questa volta non avrebbe avuto la meglio in uno scontro fisico, e con tono arrendevole chiese al Diavolo se gli sarebbe stato concesso un ultimo drink in sua compagnia prima di essere portato via. Lucifero acconsentì, divertito nel vedere un uomo con una tale reputazione farsi piccolo davanti a lui, e lo accompagnò alla taverna del villaggio. Dopo ore di bevute in cui Satana aveva narrato delle sue straordinarie capacità, Jack gli domandò se potesse dargliene prova, come ultimo desiderio, trasformandosi in una moneta che potesse usare per pagare.
Il Diavolo acconsentì, mutando immediatamente forma, e Stingy Jack lo infilò rapidamente in una tasca in cui aveva astutamente celato un crocifisso, neutralizzando le capacità soprannaturali del Diavolo. Solo a quel punto Jack gli propose di stipulare un patto: se lo avesse lasciato vivere per altri dieci anni, lui l’avrebbe tirato fuori dalla tasca. Sconfitto dall’astuzia di Jack, Lucifero acconsentì.  Trascorsero altri dieci anni di spregevolezze e ignominia, durante i quali Stingy Jack si cullò nella soddisfazione di aver ingannato Satana stesso.
Quando quest’ultimo si presentò per riscattare l’anima che gli era dovuta, Jack si disse pronto ad affrontare il lungo viaggio verso gli inferi.
Indicò uno dei meli che li circondava, e domandò se gli fosse concessa una mela per sostenerlo nel lungo viaggio. Lucifero balzò abilmente su un ramo, e mentre staccava una mela Jack incise rapidamente un crocifisso sull’albero, incatenando il Diavolo con lo stesso incantesimo di protezione usato una decade prima.
Tra i ruggiti furiosi di Satana e le risate di Jack, un altro patto fu stipulato: la libertà di Lucifero in cambio della rinuncia all’anima di Jack. Ancora una volta ingannato, il Diavolo dovette rinunciare al suo bottino, lasciandosi alle spalle Stingy Jack. Passarono altri anni, in cui Jack si scatenò nella dissolutezza più estrema, beato nella consapevolezza che la sua anima non avrebbe mai bruciato all’inferno.
Tuttavia, quella vita così corrotta gli presentò il conto, e Jack morì prima di vedere la vecchiaia. Giunto davanti ai cancelli del Paradiso, però, incontrò lo sguardo severo del custode San Pietro, che lo cacciò severamente, stabilendo che mai gli avrebbe concesso di entrare in Paradiso, come risultato della sua vita ricolma di gesta scellerate. Jack riprese il suo tortuoso cammino e, senza altra scelta e forse convinto di poter ancora ingannare Lucifero, tentò di entrare all’Inferno. Tuttavia, il Diavolo lo accolse deridendolo e proibendogli di accedere.
Inoltre, sostenendo di voler vedere per l’eternità il suo volto sofferente, Lucifero lanciò a Jack un tizzone rovente infernale, che non poteva consumarsi.
Bisognoso di una lanterna che illuminasse il suo cammino, Jack infilò la brace dentro una rapa svuotata, utilizzandola per farsi strada.
Era un 31 ottobre, e da allora e per l’eternità, l’anima di Stingy Jack vaga senza riposo e senza meta, conoscendo solo tormento e cercando di perpetuarlo come aveva fatto in vita. 

E dunque, se durante la notte di Halloween vi dovesse capitare di intravedere un lume fluttuante, come potreste bandire questo malvagio spirito errante?
Non lasciatevi ingannare né avvicinare: scavate, intagliate, riversate in una zucca tutto l’orrore di cui siete capaci: lasciandola a illuminare l’uscio della porta di casa le affiderete il compito di impedire a Stingy Jack di infestare le vostre vite.